Il paese vive nel terrore dei bulli. A Roccastrada ormai tutti conoscono le «imprese» della baby-gang sei-sette ragazzi, tutti di età compresa tra 14 e 16 anni che negli ultimi tempi ha fatto strage di gatti appena nati (scaraventati giù per una decina di metri dalla rupe delle Rocche) e decapitato un pappagallo, oltre ad aver profanato la casa di un'anziana appena deceduta. La maniera peggiore per combattere la noia della vita di paese. La denuncia ai carabinieri sporta dai proprietari del pappagallo ha permesso alle Forze dell'ordine di aprire le indagini sull'accaduto, ma ancor più rumore ha fatto l'appello di Laura Batistini, socia dell'Enpa comunale. «Spero che la mia denuncia dice Laura Batistini possa servire a scuotere le coscienze del paese. Tanta gente mi ha chiamato per dirmi che condivide quanto ho detto. L'importante è che ora si rompa il muro di omertà: perché tutti sanno chi è stato, tutti conoscono questi giovani delinquenti e quello che hanno fatto. Ma le loro famiglie, per prime, dovrebbero preoccuparsi di punirli». Del gruppetto di ragazzi farebbe parte anche un giovane di origine straniera: si confida proprio nel «pentimento» di qualcuno di loro per individuare gli altri responsabili. E intanto spuntano altre «bravate» della baby-gang roccastradina: i bulli, ad esempio, si sarebbero introdotti in una piscina privata del paese. E in acqua non si sarebbero limitati a fare il bagno.
fonte: La Nazione
giovedì 21 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
Cuccioli tenuti in precarie condizioni,denunciato un uomo
CESENA - Sono stati trasferiti tutti al canile di Cesena i venti cuccioli (barboncini, cavalier king, carlini e yorkshire) sequestrati nel weekend dai Carabinieri di Gambettola e dalle Guardie Zoofile di Cesena. Gli animali sono stati trovati in piccolissime gabbie nell'abitazione di un uomo di mezza età, che ha dichiarato di aver acquistato su internet. A far scattare la denuncia un esposto presentato che faceva riferimento alle condizioni non idonee in cui vivevano i cuccioli,tenuti al buio, in gabbie di piccole dimensioni, in condizioni igienico sanitarie al limite dell'accettabilità e pare fossero anche curati con farmaci non autorizzati e del valium, probabilmente a disposizione per essere utilizzato non appena i piccoli si facevano un po' rumorosi.
L'uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali e detenzione di animali incompatibili con la natura degli stessi.Nel frattempo continuano le indagini degli uomini dell'Arma. Nessun documento attestante la provenienza è stato ritrovato.
fonte:romagnaoggi.it - foto:geapress
L'uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali e detenzione di animali incompatibili con la natura degli stessi.Nel frattempo continuano le indagini degli uomini dell'Arma. Nessun documento attestante la provenienza è stato ritrovato.
fonte:romagnaoggi.it - foto:geapress
martedì 19 aprile 2011
CACCIA ALLE FOCHE IN CANADA, POLEMICHE PER MANCANZA RISPETTO REGOLE
All'apertura della caccia alle foche in Canada, l'International Fund for Animal Welfare (Ifaw) lancia la sua denuncia sul mancato rispetto delle regole per una morte "umana" e di uccisioni inutili di cuccioli, poi abbandonati sui ghiacci.
"Abbiamo ampie prove - afferma Sheryl Fink, direttore del programma foche dell'Ifaw - che la procedura in tre fasi per assicurare una morte umana non viene seguita". L'organizzazione ha filmato diverse violazioni nell'uccisione dei cuccioli da parte dei cacciatori, compiute sulle coste di Newfoundland e del Labrador. "Abbiamo documentato le prove di cuccioli di foca di circa tre settimane uccisi e abbandonati sul ghiaccio, con la pelle intatta. E' una chiara violazione della legge e uno spreco inaccettabile e non etico di fauna selvatica".
"Dove sono i controlli?" si chiede la responsabile dell'Ifaw. "Quando i cacciatori di foche ignorano in maniera flagrante - conclude Fink - le regole quando vengono filmati, figuriamoci cosa accade quando non lo sono". Il governo canadese, riferisce l'Ifaw, insiste che la caccia é sia umana sia vitale per l'economia delle comunità locali. L'associazione invece denuncia che diversi documenti dimostrano il contrario e che le regole vengono frequentemente ignorate. Quest'anno inoltre, secondo gli animalisti, i cacciatori di foche stanno rimpiazzando la loro attività abituale con quella della pesca del granchio, più remunerativa.
"Non c'é ragione - aggiunge Fink - perché questa carneficina continui. Quello che abbiamo osservato quest'anno è semplicemente inaccettabile". Secondo le cifre fornite dall'Ifaw, ormai l'attività di caccia alle foche è anti-economica per gli stessi canadesi, visto che nel 2010 è stata sostenuta dal governo con 2,3 milioni di dollari, mentre il valore commerciale é stato di poco più di un milione di dollari.
fonte:animali & animali
"Abbiamo ampie prove - afferma Sheryl Fink, direttore del programma foche dell'Ifaw - che la procedura in tre fasi per assicurare una morte umana non viene seguita". L'organizzazione ha filmato diverse violazioni nell'uccisione dei cuccioli da parte dei cacciatori, compiute sulle coste di Newfoundland e del Labrador. "Abbiamo documentato le prove di cuccioli di foca di circa tre settimane uccisi e abbandonati sul ghiaccio, con la pelle intatta. E' una chiara violazione della legge e uno spreco inaccettabile e non etico di fauna selvatica".
"Dove sono i controlli?" si chiede la responsabile dell'Ifaw. "Quando i cacciatori di foche ignorano in maniera flagrante - conclude Fink - le regole quando vengono filmati, figuriamoci cosa accade quando non lo sono". Il governo canadese, riferisce l'Ifaw, insiste che la caccia é sia umana sia vitale per l'economia delle comunità locali. L'associazione invece denuncia che diversi documenti dimostrano il contrario e che le regole vengono frequentemente ignorate. Quest'anno inoltre, secondo gli animalisti, i cacciatori di foche stanno rimpiazzando la loro attività abituale con quella della pesca del granchio, più remunerativa.
"Non c'é ragione - aggiunge Fink - perché questa carneficina continui. Quello che abbiamo osservato quest'anno è semplicemente inaccettabile". Secondo le cifre fornite dall'Ifaw, ormai l'attività di caccia alle foche è anti-economica per gli stessi canadesi, visto che nel 2010 è stata sostenuta dal governo con 2,3 milioni di dollari, mentre il valore commerciale é stato di poco più di un milione di dollari.
fonte:animali & animali
Uccide il gatto e si trucca col sangue per il concerto di Lady Gaga
Una donna di Oklahoma City, fan di Lady Gaga, è stata accusata di crudeltà verso gli animali per aver mutilato il proprio gatto ed essersi "truccata" utilizzando il sangue dell'animale.
Angelina Barnes di 20 anni, si è presentata ad un concerto di Lady Gaga con il volto dipinto con vero sangue di gatto.
Dopo aver soffocato nella vasca da bagno l'animale domestico che viveva nella sua famiglia da 15 anni, Angelina ne aveva estratto il fegato e gli occhi strofinandoseli sul viso e il corpo. Poi, prima di uscire, ha coperto gli interruttori di casa con del nastro adesivo, pensando di rendere impossibile l'accensione delle luci. Ma ad accorgersi del malfatto è stata la sua stessa famiglia, che trovando i resti del povero gatto ha subito chiamato la Polizia.
Nella camera della ragazza, gli investigatori hanno trovato tinture per capelli di colore viola e tracce di sangue che portavano fino al bagno, dove è stato rinvenuto il gatto annegato nella vasca con la pancia aperta. Inoltre, diverse riviste e poster di Lady Gaga che appare sia sulla copertina di "Harper's Bazaar" che nel video del suo singolo "Born This Way", con i capelli viola.
I Barnes hanno riferito che la ragazza soffre di depressione, ma che non aveva mai fatto niente di simile prima. Quando si è vista scoperta, Angelina ha chiesto aiuto ed è stata accompagnata al Griffin Memorial Hospital, dove tutt'ora è trattenuta.
fonte:http://www.blogantropo.it
Angelina Barnes di 20 anni, si è presentata ad un concerto di Lady Gaga con il volto dipinto con vero sangue di gatto.
Dopo aver soffocato nella vasca da bagno l'animale domestico che viveva nella sua famiglia da 15 anni, Angelina ne aveva estratto il fegato e gli occhi strofinandoseli sul viso e il corpo. Poi, prima di uscire, ha coperto gli interruttori di casa con del nastro adesivo, pensando di rendere impossibile l'accensione delle luci. Ma ad accorgersi del malfatto è stata la sua stessa famiglia, che trovando i resti del povero gatto ha subito chiamato la Polizia.
Nella camera della ragazza, gli investigatori hanno trovato tinture per capelli di colore viola e tracce di sangue che portavano fino al bagno, dove è stato rinvenuto il gatto annegato nella vasca con la pancia aperta. Inoltre, diverse riviste e poster di Lady Gaga che appare sia sulla copertina di "Harper's Bazaar" che nel video del suo singolo "Born This Way", con i capelli viola.
I Barnes hanno riferito che la ragazza soffre di depressione, ma che non aveva mai fatto niente di simile prima. Quando si è vista scoperta, Angelina ha chiesto aiuto ed è stata accompagnata al Griffin Memorial Hospital, dove tutt'ora è trattenuta.
fonte:http://www.blogantropo.it
Reggio Emilia: bocconi avvelenati, al via una mappa regionale
Bologna. - Non solo aree destinate alla caccia o zone rurali, ma anche pascoli, parchi e riserve naturali, aree urbane. La prima mappa regionale dei luoghi dove vengono ritrovati i 'bocconi avvelenati', pratica crudele sempre diffusa nonostante la normativa oggi preveda anche il carcere, propone una fotografia del fenomeno in Emilia-Romagna e puo' costituire uno strumento per interventi di prevenzione e per rendere piu' incisiva l'attivita' di repressione delle Forze di Polizia. La mappa e' stata realizzata grazie alla collaborazione tra Regione Emilia-Romagna (assessorato Politiche per la salute e assessorato all'Agricoltura), Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, Corpo forestale dello Stato. Quel che emerge e' che aumentano l'attenzione e la partecipazione attiva, con segnalazioni, di chi e' proprietario di animali da compagnia e degli allevatori.
Grazie all'aumento delle segnalazioni, nel 2010 sono stati 748 i reperti recuperati (esche e animali morti per sospetto avvelenamento) e 688 nel 2009, quasi il doppio rispetto agli anni precedenti (il numero oscillava tra 300 e 400). Gli animali da compagnia (cani e gatti) sono i piu' colpiti, seguiti da piccioni e animali selvatici.
Disporre di una mappa dei ritrovamenti di esche e animali avvelenati consente di dedurre in maniera piu' precisa le motivazioni di chi ricorre ai 'bocconi avvelenati': nelle zone di caccia contrastare la presenza di predatori di selvaggina (cani, gatti, volpi, lupi), nei pascoli e nelle campagne impedire il vagare di cani liberi, nelle tartufaie il controllo del territorio rispetto alla raccolta dei tuberi, nelle zone agricole impedire il passaggio di cacciatori con cani. Gli avvelenamenti nelle aree urbane riguardano l'insofferenza verso i piccioni o verso gli animali da compagnia; per i cani e i gatti perdura ancora la triste pratica della ritorsione nei conflitti di vicinato, ma sempre piu' essi sono obiettivi diretti di una insofferenza verso gli animali da compagnia.
L'elenco delle esche utilizzate comprende polpette, fette di prosciutto, cotenne, colli di pollo, spugne. Sono in prevalenza pesticidi ed erbicidi i veleni utilizzati. Altre sostanze utilizzate sono veleni per topi e insetticidi. Tali sostanze, oltre a colpire l'animale, possono comportare anche rischi per la salute pubblica e per l'impatto ambientale: gli animali avvelenati possono essere preda di altri animali; alcuni veleni persistono nell'ambiente e possono raggiungere le falde acquifere. (AGI) Mir/Red
Grazie all'aumento delle segnalazioni, nel 2010 sono stati 748 i reperti recuperati (esche e animali morti per sospetto avvelenamento) e 688 nel 2009, quasi il doppio rispetto agli anni precedenti (il numero oscillava tra 300 e 400). Gli animali da compagnia (cani e gatti) sono i piu' colpiti, seguiti da piccioni e animali selvatici.
Disporre di una mappa dei ritrovamenti di esche e animali avvelenati consente di dedurre in maniera piu' precisa le motivazioni di chi ricorre ai 'bocconi avvelenati': nelle zone di caccia contrastare la presenza di predatori di selvaggina (cani, gatti, volpi, lupi), nei pascoli e nelle campagne impedire il vagare di cani liberi, nelle tartufaie il controllo del territorio rispetto alla raccolta dei tuberi, nelle zone agricole impedire il passaggio di cacciatori con cani. Gli avvelenamenti nelle aree urbane riguardano l'insofferenza verso i piccioni o verso gli animali da compagnia; per i cani e i gatti perdura ancora la triste pratica della ritorsione nei conflitti di vicinato, ma sempre piu' essi sono obiettivi diretti di una insofferenza verso gli animali da compagnia.
L'elenco delle esche utilizzate comprende polpette, fette di prosciutto, cotenne, colli di pollo, spugne. Sono in prevalenza pesticidi ed erbicidi i veleni utilizzati. Altre sostanze utilizzate sono veleni per topi e insetticidi. Tali sostanze, oltre a colpire l'animale, possono comportare anche rischi per la salute pubblica e per l'impatto ambientale: gli animali avvelenati possono essere preda di altri animali; alcuni veleni persistono nell'ambiente e possono raggiungere le falde acquifere. (AGI) Mir/Red
lunedì 18 aprile 2011
ENPA, NO A COLLARI ELETTRICI. ENCI RITIRI PROPOSTA
(ASCA) - Roma, 18 apr - L'Ente Nazionale della Cinofilia italiana, ritiri ''la proposta avanzata nel corso dell'audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, durante la quale ha rilanciato sull'uso del collare elettrico, prospettando l'organizzazione di corsi di formazione dedicati al presunto quanto pretestuoso 'giusto' utilizzo del dispositivo''. A chiederlo e' l'Ente Nazionale Protezione Animali.
L'Enpa ''plaude invece ai parlamentari della Commissione Affari Sociali, che, nella proposta di legge alle modifiche della legge 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, attualmente in discussione, all'articolo 20 comma D hanno stabilito che 'allo scopo di garantire la tutela della salute, l'incolumita' pubblica ed il benessere degli animali, e' vietato detenere, cedere a qualsiasi titolo e utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici'''.
Si tratta infatti, conclude l'Enpa, di ''dispositivi estremamente dannosi, il cui uso e' vietato non soltanto dalle normative internazionali ma anche dall'Italia che ha recentemente ratificato la Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia''.
foto:insiemepersagrin.xoom.it
L'Enpa ''plaude invece ai parlamentari della Commissione Affari Sociali, che, nella proposta di legge alle modifiche della legge 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, attualmente in discussione, all'articolo 20 comma D hanno stabilito che 'allo scopo di garantire la tutela della salute, l'incolumita' pubblica ed il benessere degli animali, e' vietato detenere, cedere a qualsiasi titolo e utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici'''.
Si tratta infatti, conclude l'Enpa, di ''dispositivi estremamente dannosi, il cui uso e' vietato non soltanto dalle normative internazionali ma anche dall'Italia che ha recentemente ratificato la Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia''.
foto:insiemepersagrin.xoom.it
sabato 16 aprile 2011
TAORMINA, OTTO CANI AVVELENATI TRA MASTRISSA E MONTE VENERE
Otto cani avvelenati in pochi giorni e adesso è caccia al "killer". La notizia di questa strage è stata data dal comandante della Guardia giudiziaria zoofila, Domenico Cingari. «Negli ultimi giorni – spiega Cingari – ci sono stati diversi casi di avvelenamento di cani. Per il momento ne abbiamo già riscontrati otto, ma il rischio è che la mano criminale di chi sta compiendo questi gesti, possa ancora colpire. Gli episodi si sono verificati, in particolare, nella zona di Mastrissa e di monte Venere. È evidente che stiamo già facendo delle indagini e chi si sta rendendo autore di questo reato, con tale crudeltà, rischia l'arresto, in base all'art. 544-ter del codice penale».
Non si tratta di cani randagi ma appartenenti a proprietari privati. Rimane in ogni caso, e senza distinzioni, la gravità dell'azione. In base alle prime indagini compiute dal comandante Cingari e dal Nucleo operativo Guardia Giudiziaria Zoofila Provinciale, sui vari luoghi dove si trovavano i corpi dei cani sono stati rinvenuti pelle di coniglio e cartucce vuote di fucile. Anche in passato si erano verificati altri episodi del genere ma stavolta la serialità sembra essere più frequente e più spietata.
Da anni la Guardia giudiziaria zoofila provinciale e dunque la Lega per la Difesa del cane sono impegnati nel comprensorio di Taormina. Ora l'appello che viene rivolto a chi potrebbe sapere qualcosa è di segnalare notizie utili a individuare chi sta compiendo questo massacro.
fonte: animalieanimali.it
Non si tratta di cani randagi ma appartenenti a proprietari privati. Rimane in ogni caso, e senza distinzioni, la gravità dell'azione. In base alle prime indagini compiute dal comandante Cingari e dal Nucleo operativo Guardia Giudiziaria Zoofila Provinciale, sui vari luoghi dove si trovavano i corpi dei cani sono stati rinvenuti pelle di coniglio e cartucce vuote di fucile. Anche in passato si erano verificati altri episodi del genere ma stavolta la serialità sembra essere più frequente e più spietata.
Da anni la Guardia giudiziaria zoofila provinciale e dunque la Lega per la Difesa del cane sono impegnati nel comprensorio di Taormina. Ora l'appello che viene rivolto a chi potrebbe sapere qualcosa è di segnalare notizie utili a individuare chi sta compiendo questo massacro.
fonte: animalieanimali.it
Arezzo, 32 cuccioli dall'est trasportati in un bagagliaio senza acqua né cibo
Trentadue cuccioli sono stati sequestrati oggi sull’A1 tra il casello di Arezzo e di Monte San Savino, al km 358 in direzione sud.
Viaggiavano in condizioni impossibili, stivati all’interno di una macchina - una Skoda furgonata -, fermata dagli agenti della polstrada aretina nel corso della mattinata. E’ finito nei guai il corriere, uno straniero I.K. (deferito all'autorità giudiziaria) di 50 anni, che stava introducendo illegalmente i cani in Italia dalla Slovacchia. I cuccioli sono stati immediatamente sequestrati, sul posto è intervenuto il veterinario della Usl 8 Piero Mori che ha visitato gli esemplari, molto provati perché messi o sotto i sedili o chiusi dentro la bauliera senza acqua né cibo. Al momento nessuno di loro pare in pericolo di vita.
Si tratta di piccoli cani di razza: bolognesi, carlini, picher, bulldog francesi, bulldog inglesi, spitz tedeschi, maltesi, tutti costretti a sostenere un viaggio esasperante considerando che hanno in media 40 giorni di vita. Commercialmente si tratta di un colpo inflitto al mercato clandestino degli animali da circa 30mila euro essendo gli esemplari valutabili anche 1.000 euro ciascuno. I cuccioli adesso sono stati affidati all’Enpa che si prenderà cura di loro.
“Esprimo soltanto sdegno – dice Sandra Capogreco, presidente dell’Enpa aretina -, a gennaio c’era stato già un caso del genere. E’ ora di smetterla: questi cuccioli non sono stati tenuti come avrebbero meritato, ora avranno dei problemi, è uno scandalo. Cercheremo di darli in adozione: l’elenco di chi farà richiesta sarà trasmesso in Procura per sicurezza”.
Mattia Cialini - fonte:http://www.arezzonotizie.it/
Viaggiavano in condizioni impossibili, stivati all’interno di una macchina - una Skoda furgonata -, fermata dagli agenti della polstrada aretina nel corso della mattinata. E’ finito nei guai il corriere, uno straniero I.K. (deferito all'autorità giudiziaria) di 50 anni, che stava introducendo illegalmente i cani in Italia dalla Slovacchia. I cuccioli sono stati immediatamente sequestrati, sul posto è intervenuto il veterinario della Usl 8 Piero Mori che ha visitato gli esemplari, molto provati perché messi o sotto i sedili o chiusi dentro la bauliera senza acqua né cibo. Al momento nessuno di loro pare in pericolo di vita.
Si tratta di piccoli cani di razza: bolognesi, carlini, picher, bulldog francesi, bulldog inglesi, spitz tedeschi, maltesi, tutti costretti a sostenere un viaggio esasperante considerando che hanno in media 40 giorni di vita. Commercialmente si tratta di un colpo inflitto al mercato clandestino degli animali da circa 30mila euro essendo gli esemplari valutabili anche 1.000 euro ciascuno. I cuccioli adesso sono stati affidati all’Enpa che si prenderà cura di loro.
“Esprimo soltanto sdegno – dice Sandra Capogreco, presidente dell’Enpa aretina -, a gennaio c’era stato già un caso del genere. E’ ora di smetterla: questi cuccioli non sono stati tenuti come avrebbero meritato, ora avranno dei problemi, è uno scandalo. Cercheremo di darli in adozione: l’elenco di chi farà richiesta sarà trasmesso in Procura per sicurezza”.
Mattia Cialini - fonte:http://www.arezzonotizie.it/
Ruba e uccide animali da cortile, preso dai Carabinieri
La scorsa notte, a Luco dei Marsi, un extracomunitario di origine marocchina, M.K., di 32 anni, residente bek centro fucense, è stato tratto in arresto per “furto aggravato” e “resistenza a Pubblico Ufficiale.”.
Il marocchino è stato sorpreso, dal proprietario, all’interno di un podere agricolo dove si era già impossessato, uccidendoli, alcuni animali da cortile. Immediatamente è giunta sul posto un equipaggio della Stazione di Trasacco, impegnato in zona nell’attività di controllo del territorio .
Gli Agenti dopo aver scoperto il furto hanno tentato di fermare il marocchino che però ha reagito con violenza e si è divincolato, dandosi alla fuga.
Il tentativo è stato però subito sventato dai Carabinieri che hanno fermato l’uomo e lo hanno accompagnato in caserma, mettendolo agli arresti.
Dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Avezzano a disposizione del Pubblico Ministerodella Procura della Repubblica di Avezzano, Dr. Guido Cocco, titolare del relativo procedimento penale.
fonte:marsicanews.it
Il marocchino è stato sorpreso, dal proprietario, all’interno di un podere agricolo dove si era già impossessato, uccidendoli, alcuni animali da cortile. Immediatamente è giunta sul posto un equipaggio della Stazione di Trasacco, impegnato in zona nell’attività di controllo del territorio .
Gli Agenti dopo aver scoperto il furto hanno tentato di fermare il marocchino che però ha reagito con violenza e si è divincolato, dandosi alla fuga.
Il tentativo è stato però subito sventato dai Carabinieri che hanno fermato l’uomo e lo hanno accompagnato in caserma, mettendolo agli arresti.
Dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Avezzano a disposizione del Pubblico Ministerodella Procura della Repubblica di Avezzano, Dr. Guido Cocco, titolare del relativo procedimento penale.
fonte:marsicanews.it
Taranto: cuccioli maltratti e segregati, denunciate tre persone
Taranto- I carabinieri della Stazione di Taranto Nord, ieri pomeriggio, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Taranto tre persone per maltrattamento di animali. Grazie alla collaborazione di alcuni volontari dell'Anpa (Associazione Nazionale Protezione Animali), hanno individuato in un terreno comunale vicino a via XXV aprile (nei pressi delle cosiddette 'case bianche' del quartiere Paolo VI) un recinto, chiuso con un lucchetto, all'interno del quale vi erano rinchiusi, in pessimo stato di custodia (senza coperture, cucce o ripari), tre cuccioli di cani di 2/4 mesi di vita.
I militari dell'Arma hanno forzato l'entrata e liberato i tre piccoli animali che sono stati affidati alla custodia dei volontari dell'Anpa per le cure del caso. Mentre si stava procedendo alla liberazione degli animali, si sono avvicinate tre persone che si sono dichiarate custodi dei cuccioli e che volevano spiegazioni atteso visto che quei cuccioli, hanno detto, erano stati presi e rinchiusi per il divertimento dei loro figli. I tre sono stati identificati e denunciati per maltrattamento di animali.
fonte:Adnkronos-foto dal web
I militari dell'Arma hanno forzato l'entrata e liberato i tre piccoli animali che sono stati affidati alla custodia dei volontari dell'Anpa per le cure del caso. Mentre si stava procedendo alla liberazione degli animali, si sono avvicinate tre persone che si sono dichiarate custodi dei cuccioli e che volevano spiegazioni atteso visto che quei cuccioli, hanno detto, erano stati presi e rinchiusi per il divertimento dei loro figli. I tre sono stati identificati e denunciati per maltrattamento di animali.
fonte:Adnkronos-foto dal web
Blitz degli animalisti cinesi libera 500 cani destinati al macello
Il 15 aprile un camion che trasportava 520 cani ad un macello, è stato bloccato dall'azione coordinate tramite micro blogging da una organizzazione per la tutela degli animali. Dapprima il camion è stato bloccato utilizando le auto privati dei volontari. Poi sono stati trovati alcuni cuccioli feriti, altri cani morti o in pessime condizioni. I volontari hanno dato acqua e sollievo ai cani, raggiunti da altri volontari di altre organizzazioni che hanno portato delle provviste alimentari, soluzioni saline, etc. La polizia ha affermato che nonostante l'operazione sia capibile dal piano umano, quella dei volontari rimane un'azione illegale. E' stato fatto però notare che dal momento che sono stati trovati animali morti, i cani devono essere necessariamente sequestrati e messi in quarantena. I documenti trovati a bordo mostrano che il camion proveniva da Jilin, nello Henan ed era diretto verso un macello. Alcuni dei volontari si sono offerti per acquistare gli animali, altri però hanno risposto che alcun profitto deve giungere da questo commercio.
fonte:http://www.cinaoggi.it
giovedì 14 aprile 2011
Maiali sepolti vivi in Corea: video diffuso da associazione animalista
Attenzione immagini forti
Un video shock che mostra la sepoltura di maiali vivi colpiti recentemente da un'epidemia di afra epizootica. Si calcola che da fine novembre 2010 tre milioni di animali sono stati uccisi, il 90% in questo barbaro modo. Alcuni di questi sono stati eliminati così a metà marzo a Icheon, nella provincia di Kyungi,seppellendoli vivi e ricoprendoli con la calce. Una pratica atroce che viene alla luce grazie ad una associazione di animalisti locali.
fonte:.youreporter.it
Iran, lotta ai cani,deputati presentano ddl per vietarli ovunque
Teheran, 14 apr. (TMNews) - Trentanove deputati iraniani (su 290) hanno presentato un disegno di legge per vietare i cani, non solo negli spazi pubblici ma persino in quelli privati.
Il cane è considerato 'impuro' nella cultura islamica. Ciò nonostante, negli ultimi anni, l'animale di compagnia più amato in Occidente ha cominciato a fare la sua apparizione in certi quartieri residenziali nel nord di Teheran, dove si possono ormai vedere molti abitanti passeggiare con il proprio cane per la strada o nei parchi. Non esiste, comunque, un censimento della popolazione canina. "Portare a spasso degli animali pericolosi, nocivi per la salute o impuri come i cani nei luoghi pubblici è vietato" come "è vietato tenere tali animali in appartamento", secondo il disegno di legge presentato dai 39 deputati.
Il testo precisa che i trasgressori saranno passibili di un'ammenda da 100 a 500 dollari e che "gli animali saranno confiscati". Una circolare di polizia già vieta "di portare a passeggio i cani nei luoghi pubblici e il loro trasporto in macchina", ma non è stata finora mai veramente applicata.
Per i deputati firmatari, il disegno di legge intende combattere l'aumento delle persone "che possiedono dei cani e li portano a passeggio nei luoghi pubblici: tutto ciò è divenuto ormai un problema sociale e costituisce un'imitazione cieca della volgare cultura occidentale" ha indicato l'agenzia ufficiale Irna.
tmnews.it
Il cane è considerato 'impuro' nella cultura islamica. Ciò nonostante, negli ultimi anni, l'animale di compagnia più amato in Occidente ha cominciato a fare la sua apparizione in certi quartieri residenziali nel nord di Teheran, dove si possono ormai vedere molti abitanti passeggiare con il proprio cane per la strada o nei parchi. Non esiste, comunque, un censimento della popolazione canina. "Portare a spasso degli animali pericolosi, nocivi per la salute o impuri come i cani nei luoghi pubblici è vietato" come "è vietato tenere tali animali in appartamento", secondo il disegno di legge presentato dai 39 deputati.
Il testo precisa che i trasgressori saranno passibili di un'ammenda da 100 a 500 dollari e che "gli animali saranno confiscati". Una circolare di polizia già vieta "di portare a passeggio i cani nei luoghi pubblici e il loro trasporto in macchina", ma non è stata finora mai veramente applicata.
Per i deputati firmatari, il disegno di legge intende combattere l'aumento delle persone "che possiedono dei cani e li portano a passeggio nei luoghi pubblici: tutto ciò è divenuto ormai un problema sociale e costituisce un'imitazione cieca della volgare cultura occidentale" ha indicato l'agenzia ufficiale Irna.
tmnews.it
mercoledì 13 aprile 2011
Cane malato e denutrito, 21enne denunciato
FINALE. Quando la polizia municipale ha visto Mara, un esemplare adulto di rottweiler, non poteva credere alla condizioni nelle quali si trovava: denutrita, senza neppure una ciotola d'acqua per bere, malata, con gli occhi chiusi da un entropio bilaterale. Gli agenti finalesi hanno rintracciato il proprietario, un 21enne originario del Sud (T.I. le iniziali del suo nome che non è stato divulgato) che si è giustificato dicendo di non avere i soldi per dar da mangiare e portare dal veterinario il cane. Il cane gli era già stato portato via, quindi restituito qualche tempo fa. Ma evidentemente il problema non si è affatto risolto. Questa volta l'uomo è stato così denunciato per maltrattamento di animali. Così come è stato denunciato per lo stesso reato - ancora una volta - un anziano finalese di 83 anni (M.P., queste le iniziali del nome) che teneva in via Lomellina un pastore belga di Malenois, chiamato Robespierre dai volontari che lo hanno preso in cura. Il cane, come hanno accertato i volontari, era praticamente divorato dai parassiti, e legato ad una corda corta dentro un misero container di ferro. Entrambi i cani sono stati penalmente sequestrati dalla polizia municipale di Finale e affidati ai volontari finalese dell'associazione "Dimensione animali" che ha sede in via via Serraglio e che svolge questo servizio per conto del Comune di Finale. Ora la parola passa al magistrato, che vaglierà le informative della municipale.
fonte:gazzetta di modena
fonte:gazzetta di modena
Naftalina per uccidere i gatti
VOLTA. 7 aprile. Hanno ospitato due gatti abbandonati. Li hanno curati ed amorevolmente tenuti con loro. Ma lunedì hanno fatto un'incredibile ed amara scoperta. Qualcuno era entrato abusivamente nel loro giardino ed aveva messo una pallina di naftalina nella ciotola d'acqua dei due animali per ucciderli. Ad assumersi la responsabilità del gesto, un vicino che ora sarà denunciato.
I due mici stanno bene, ma uno per precauzione è stato allontanato vista la minaccia dell'uomo di portare a termine l'uccisione dei due animali, "rei" di sconfinare nel suo giardino e creare per questo, disturbo. La vicenda è seguita dall'associazione Gattorandagio Onlus di Mantova alla quale la coppia si era inizialmente rivolta per seguire le due bestiole abbandonate. Questa famiglia, nonostante i due gatti non fossero di loro proprietà, aveva provveduto a sue spese a curarli, sverminarli e sterilizzarli con l'assistenza dell'associazione mantovana. «Il nostro avvocato - spiegano i responsabili di Gattorandagio - sta preparando la denuncia che verrà depositata ai carabinieri di Volta mantovana. L'esca velenosa è già stata consegnata all'Asl per l'analisi che costituirà il referto che integrerà la denuncia». Ora, dopo che l'Asl avrà accertato la presenza di veleno, il Comune dovrà provvedere alla bonifica del luogo e all'affissione di cartelli che attestano la "probabile presenza di bocconi avvelenati". La denuncia potrebbe invece sfociare in un processo di carattere penale.
Francesco Romani - fonte: gazzetta di mantova
I due mici stanno bene, ma uno per precauzione è stato allontanato vista la minaccia dell'uomo di portare a termine l'uccisione dei due animali, "rei" di sconfinare nel suo giardino e creare per questo, disturbo. La vicenda è seguita dall'associazione Gattorandagio Onlus di Mantova alla quale la coppia si era inizialmente rivolta per seguire le due bestiole abbandonate. Questa famiglia, nonostante i due gatti non fossero di loro proprietà, aveva provveduto a sue spese a curarli, sverminarli e sterilizzarli con l'assistenza dell'associazione mantovana. «Il nostro avvocato - spiegano i responsabili di Gattorandagio - sta preparando la denuncia che verrà depositata ai carabinieri di Volta mantovana. L'esca velenosa è già stata consegnata all'Asl per l'analisi che costituirà il referto che integrerà la denuncia». Ora, dopo che l'Asl avrà accertato la presenza di veleno, il Comune dovrà provvedere alla bonifica del luogo e all'affissione di cartelli che attestano la "probabile presenza di bocconi avvelenati". La denuncia potrebbe invece sfociare in un processo di carattere penale.
Francesco Romani - fonte: gazzetta di mantova
Scoperto traffico di cuccioli di cane dalla Slovacchia
La polizia di frontiera di Trieste ha fermato a Fernetti un autocarro proveniente dalla Slovacchia che trasportava diciannove cuccioli, tra cui due maltesi, un pechinese e diversi chihuahua, cavalier king e spitz, in violazione delle norme sanitarie previste dalla legge. I cuccioli avevano meno di tre mesi, età minima prevista per l'importazione. Sono stati portati in strutture veterinarie dove saranno sottoposti alla profilassi e ad eventuali cure e terapie.fonte:il piccolo
Ancora smarrimenti di cani da caccia
Continuano i furti di cani da caccia. Questa volta a scomparire è un segugio di nome Ibra (foto.)
L’attenzione verso il fenomeno si è fatta più alta dopo l’esito dell’autopsia sul cane da caccia recuperato in un canale vicino a Formignana un mese fa, che ha accertato come la bestiola sia annegata dopo essere stata gettata in acqua con alcune pietre legate al collo.
Un caso segnalato in un’interpellanza dal consigliere Pdl Mauro Malaguti, che ha spiegato che l’animale non era dunque morto per cause naturali (in un primo tempo si pensò all’ipotesi di occultamento di carcassa) dato che l’indagine dell’istituto Zooprofilattico ha evidenziato la presenza di acqua nei polmoni. Durante l’autopsia è stato inoltre ritrovato il microchip del cane, così lo stesso Malaguti fa sapere che si è risaliti all’ultimo intestatario dell’animale morto: sarebbe, secondo il consigliere regionale, un cacciatore del Basso Ferrarese nei cui confronti dovrebbe essere stata aperta un’inchiesta per il reato di uccisione di animali.
Si dovrà comunque attendere l’esito delle ulteriori indagini sull’episodio, ma se dovesse essere accertata la responsabilità di un cacciatore, le associazioni animaliste di Ferrara sono pronte a costituirsi parte civile. Intanto Malaguti continua la sua battaglia di civiltà contro il maltrattamento degli animali, segnalando il furto del segugio Ibra, che ci si augura di ritrovare al più presto e in buone condizioni.
fonte: estense.com
L’attenzione verso il fenomeno si è fatta più alta dopo l’esito dell’autopsia sul cane da caccia recuperato in un canale vicino a Formignana un mese fa, che ha accertato come la bestiola sia annegata dopo essere stata gettata in acqua con alcune pietre legate al collo.
Un caso segnalato in un’interpellanza dal consigliere Pdl Mauro Malaguti, che ha spiegato che l’animale non era dunque morto per cause naturali (in un primo tempo si pensò all’ipotesi di occultamento di carcassa) dato che l’indagine dell’istituto Zooprofilattico ha evidenziato la presenza di acqua nei polmoni. Durante l’autopsia è stato inoltre ritrovato il microchip del cane, così lo stesso Malaguti fa sapere che si è risaliti all’ultimo intestatario dell’animale morto: sarebbe, secondo il consigliere regionale, un cacciatore del Basso Ferrarese nei cui confronti dovrebbe essere stata aperta un’inchiesta per il reato di uccisione di animali.
Si dovrà comunque attendere l’esito delle ulteriori indagini sull’episodio, ma se dovesse essere accertata la responsabilità di un cacciatore, le associazioni animaliste di Ferrara sono pronte a costituirsi parte civile. Intanto Malaguti continua la sua battaglia di civiltà contro il maltrattamento degli animali, segnalando il furto del segugio Ibra, che ci si augura di ritrovare al più presto e in buone condizioni.
fonte: estense.com
martedì 12 aprile 2011
Orrore a Silanus, sgozzate 126 pecore
SILANUS. Ennesima strage di bestiame nelle campagne del Marghine. Questa volta è stato preso di mira Costantino Morittu, 50 anni, allevatore di Silanus al quale sono state ammazzate 126 pecore. Un autentico sterminio: solo una decina di capi si è salvata.
Durante la notte almeno due persone sono entrate nell'azienda in località "Diegu Lebiu", a valle dell'abitato, ai lati della strada che collega le provinciali 6 e 17. I malviventi hanno radunato le pecore in un recinto, operazione che ha sicuramente richiesto decine di minuti. Quindi hanno iniziato a infierire sul bestiame con violenti colpi di roncola e di coltello. Gli ovini sono stati sgozzati e sventrati.
La scoperta del massacro è stata fatta dallo stesso proprietario quando si è recato sul posto per accudire il gregge. Non gli è rimasto altro da fare se non denunciare l'accaduto ai carabinieri. I militari, coordinati dal maresciallo Carlo Castellucci, hanno avviato le indagini per fare luce sull'episodio e risalire agli autori dell'inspiegabile gesto. Le carcasse delle pecore, dopo l'intervento dei veterinari della Asl, sono state distrutte. Per l'allevatore un danno notevole: praticamente tutte le pecore avevano partorito da settimane (gli agnellini si sono salvati perchè il proprietario li custodisce da un'altra parte), e la produzione di latte è in uno dei momenti più favorevoli.
Non è la prima volta che nelle campagne della zona vengono commesse stragi di bestiame. L'ultima risale a qualche settimana fa quando nell'agro di Bortigali sono stati uccisi a fucilate due cavalli di razza angloarabosarda. In precedenza altri cavalli hanno fatto la stessa fine a Noragugume e Macomer. Ma negli ultimi tempi nel comprensorio del Marghine è riaffiorato il fenomeno dei furti di bestiame. Diversi i colpi che sono stati messi a segno nelle campagne di Birori, Silanus, Bortigali, Macomer e Sindia. Un fenomeno, quello dei furti e delle stragi di bestiame, che sta creando un più che giustificato allarmismo tra gli operatori del comparto agro pastorale.
fonte articolo:la nuova sardegna
Durante la notte almeno due persone sono entrate nell'azienda in località "Diegu Lebiu", a valle dell'abitato, ai lati della strada che collega le provinciali 6 e 17. I malviventi hanno radunato le pecore in un recinto, operazione che ha sicuramente richiesto decine di minuti. Quindi hanno iniziato a infierire sul bestiame con violenti colpi di roncola e di coltello. Gli ovini sono stati sgozzati e sventrati.
La scoperta del massacro è stata fatta dallo stesso proprietario quando si è recato sul posto per accudire il gregge. Non gli è rimasto altro da fare se non denunciare l'accaduto ai carabinieri. I militari, coordinati dal maresciallo Carlo Castellucci, hanno avviato le indagini per fare luce sull'episodio e risalire agli autori dell'inspiegabile gesto. Le carcasse delle pecore, dopo l'intervento dei veterinari della Asl, sono state distrutte. Per l'allevatore un danno notevole: praticamente tutte le pecore avevano partorito da settimane (gli agnellini si sono salvati perchè il proprietario li custodisce da un'altra parte), e la produzione di latte è in uno dei momenti più favorevoli.
Non è la prima volta che nelle campagne della zona vengono commesse stragi di bestiame. L'ultima risale a qualche settimana fa quando nell'agro di Bortigali sono stati uccisi a fucilate due cavalli di razza angloarabosarda. In precedenza altri cavalli hanno fatto la stessa fine a Noragugume e Macomer. Ma negli ultimi tempi nel comprensorio del Marghine è riaffiorato il fenomeno dei furti di bestiame. Diversi i colpi che sono stati messi a segno nelle campagne di Birori, Silanus, Bortigali, Macomer e Sindia. Un fenomeno, quello dei furti e delle stragi di bestiame, che sta creando un più che giustificato allarmismo tra gli operatori del comparto agro pastorale.
fonte articolo:la nuova sardegna
lunedì 11 aprile 2011
Grand National: due cavalli morti
LIVERPOOL - Nel mondo dell'ippica il Grand National, che si corre ogni anno all'ippodromo di Antree, è considerata una delle corse più importanti, se non la più importante per ciò che riguarda il galoppo ad ostacoli. In Inghilterra, poi, è molto più che una semplice gara, visto che si tratta di uno degli eventi più mondani del Regno Unito.
Ladies Day - La prova di ciò è il "Ladies Day" che si svolge il venerdi e che vede un vero e proprio esercito di signore e signorine di ogni età, ogni colore ogni taglia pronte a farsi fotografare con abiti sgargianti e cappelli a dir poco improbabili.
Ecatombe - Il Grand National 2011, però, sarà ricordato per un motivo decisamente più triste, visto che durante i 7 kilometri di gara sono morti ben due cavalli, mentre più della metà di quelli che si erano presentati alla partena non sono riusciti ad arrivare fino alla fine. Lo stesso vincitore della competizione, Ballabrigs, ha avuto bisogno dell'ossigeno una volta giunto al traguardo. Il suo fantino, Jason Maguire, è stato invece squalificato per 5 giorni a causa dell'uso eccessivo del frustino. Sicuramente peggio, però, è andata ad un altro fantino, Peter Toole, rimasto coinvolto in una caduta e ora ricoverato in ospedale in gravissime condizioni.
"Blood bath" - Gli animalisti, da molto tempo si battono perchè siano riviste le regole di quello che è stato rinominato "Blood bath", cioè "bagno di sangue". Negli ultimi dieci anni 33 cavalli sono morti durante il Grand National, mentre molti altri si sono infortunati così gravemente da non poter essere più utilizzati.
fonte:net1news.org
Ladies Day - La prova di ciò è il "Ladies Day" che si svolge il venerdi e che vede un vero e proprio esercito di signore e signorine di ogni età, ogni colore ogni taglia pronte a farsi fotografare con abiti sgargianti e cappelli a dir poco improbabili.
Ecatombe - Il Grand National 2011, però, sarà ricordato per un motivo decisamente più triste, visto che durante i 7 kilometri di gara sono morti ben due cavalli, mentre più della metà di quelli che si erano presentati alla partena non sono riusciti ad arrivare fino alla fine. Lo stesso vincitore della competizione, Ballabrigs, ha avuto bisogno dell'ossigeno una volta giunto al traguardo. Il suo fantino, Jason Maguire, è stato invece squalificato per 5 giorni a causa dell'uso eccessivo del frustino. Sicuramente peggio, però, è andata ad un altro fantino, Peter Toole, rimasto coinvolto in una caduta e ora ricoverato in ospedale in gravissime condizioni.
"Blood bath" - Gli animalisti, da molto tempo si battono perchè siano riviste le regole di quello che è stato rinominato "Blood bath", cioè "bagno di sangue". Negli ultimi dieci anni 33 cavalli sono morti durante il Grand National, mentre molti altri si sono infortunati così gravemente da non poter essere più utilizzati.
fonte:net1news.org
Voli vietati ai bulldog sugli aerei della Delta Airlines
Voli vietati ai bulldog sugli aerei della Delta Airlines, così come voli vietati ai carlini, o i gatti Persiani, ma attenzione, non si tratta di razzismo applicato al mondo animale, quanto di una disposizione a tutela di queste razze.
Infatti quella della Delta si sono accorti che su 16 animali deceduti in volo nel 2010, ben 6 erano bulldog, e studiandone le cause, sono arrivati alla conclusione che i decessi sono dipesi dalla difficoltà respiratorie di questo tipo di cani.
Da qui la proibizione al volo nelle stive degli aerei, estesa a tutti gli animali domestici con il muso schiacciato, predisposti più di altri ad avere questo tipo di problemi durante i viaggi aerei.
fonte:travelblog.it
Infatti quella della Delta si sono accorti che su 16 animali deceduti in volo nel 2010, ben 6 erano bulldog, e studiandone le cause, sono arrivati alla conclusione che i decessi sono dipesi dalla difficoltà respiratorie di questo tipo di cani.
Da qui la proibizione al volo nelle stive degli aerei, estesa a tutti gli animali domestici con il muso schiacciato, predisposti più di altri ad avere questo tipo di problemi durante i viaggi aerei.
fonte:travelblog.it
domenica 10 aprile 2011
Edoardo Stoppa va a far visita ad un "canile" abusivo a Pievescola
Edoardo Stoppa e Striscia vanno a controllare le pessime condizioni di una struttura abusiva a Pievescola in provincia di Siena
sabato 9 aprile 2011
Usa, donna getta proprio cane nei rifiuti
E’ scampato per miracolo a una morte orribile nella notte di San Patrizio il 16 marzo, ma un angelo custode gli ha salvato la vita ed è stato battezzato Patrick, proprio in onore del patrono d’Irlanda. Di chi si parla? Di un pitbull di un anno vittima dell’ennesima violenza gratuita sugli animali.
Siamo negli Usa, a Newark, stato del New Jersey, e Kisha Kurtis, una donna di 28 anni è stanca di accudire il proprio cane di un anno. Così pensa di disfarsene: lo ha picchiato, lo ha affamato e infine, chiuso nel sacco dell’immondizia, lo ha lanciato nello scarico dei rifiuti dal suo appartamento al 22esimo piano del palazzo in cui vive. Sarebbe bastato il volo lungo lo scivolo della spazzatura a uccidere l’animale, ma la sorte ha voluto aiutarlo. Il cucciolo deve la sua salvezza al passaggio dei netturbini che, tra il mucchio della spazzatura, hanno notato un sacco che si muoveva. Scoperto l’animale, gli addetti hanno contattato il Newark animal control per prestare soccorso al cane che si trovava in condizioni drammatiche: al momento del ritrovamento la temperatura corporea di Patrick era talmente bassa da non poter essere visualizzata sul termometro. Il pitbull è stato pulito, medicato e sottoposto a trasfusioni per sperare di salvarlo. Per quanto le condizioni fossero gravi e non lasciassero speranze, alla fine è arrivato il miracolo nella notte di San Patrizio e così il pitbull trovatello è stato battezzato Patrick.
Ora Patrick è una superstar del web, tanto che su Facebook è apparsa una pagina in suo onore dove molte persone hanno lasciato messaggi d’affetto. I guai invece sono arrivati per l’ex padrona di Patrick: accusata di "violazione degli obblighi di fornire mezzi di sussistenza di un animale", la donna rischia fino a sei mesi di carcere e una multa da 10mila dollari.
(Attenzione immagini forti)
fonte:tgcom
Ora Patrick è una superstar del web, tanto che su Facebook è apparsa una pagina in suo onore dove molte persone hanno lasciato messaggi d’affetto. I guai invece sono arrivati per l’ex padrona di Patrick: accusata di "violazione degli obblighi di fornire mezzi di sussistenza di un animale", la donna rischia fino a sei mesi di carcere e una multa da 10mila dollari.
(Attenzione immagini forti)
fonte:tgcom
Micio veglia la padrona morta, lo salvano vigili e volontari
A Varese un gatto è rimasto solo dopo la morte improvvisa della persona con cui viveva da alcuni anni. La polizia locale, come previsto dalla legge regionale, anche su parere dell’ASL, si è avvalsa dell’associazione animalista A-Mici Randagi di Varese per l’affidamento del felino. Il recupero del gatto, spaventato per il numero di persone presenti nell’appartamento, si è rivelato difficoltoso e solo i diversi e pazienti controlli della polizia locale con le volontarie dell’associazione hanno permesso di rispettare l’animale e di tenere conto del suo disagio. Infine, grazie anche alla presenza di una persona conosciuta dal micio, si è potuto farlo entrare in un trasportino.
La disponibilità degli agenti a seguire il caso, anche con tempi più lunghi del previsto per il “recupero del gatto”, è stata esemplare. Non si trattava di una “bestia” ma di un essere senziente con la sua personalità, il suo malessere temporaneo e la sua sensibilità messa a dura prova per la perdita della sua compagna umana. L’esperienza, la tecnica, l’empatia per l’animale, lasciato solo per la frattura insanabile del rapporto di amicizia e di affetto esistente fra i due coinquilini, hanno creato le condizioni per un recupero non traumatico del micio. L’associazione esprime ai responsabili e a tutti gli agenti della polizia locale, che hanno concorso nell’azione di tutela, la viva soddisfazione e il meritato ringraziamento per quanto è stato fatto con senso di responsabilità e di partecipazione emotiva nei confronti dell’animale. Auspica che la collaborazione avvenuta possa continuare e migliorare affinché anche gli esseri senzienti diversi dagli umani possano essere aiutati nel rispetto dell’etologia e nei sentimenti di ciascuno.
Enrica Miraglia, Presidente A-mici Randagi Onlus
fonte articolo: http://www3.varesenews.it
foto:http://attualita.tuttogratis.it/
La disponibilità degli agenti a seguire il caso, anche con tempi più lunghi del previsto per il “recupero del gatto”, è stata esemplare. Non si trattava di una “bestia” ma di un essere senziente con la sua personalità, il suo malessere temporaneo e la sua sensibilità messa a dura prova per la perdita della sua compagna umana. L’esperienza, la tecnica, l’empatia per l’animale, lasciato solo per la frattura insanabile del rapporto di amicizia e di affetto esistente fra i due coinquilini, hanno creato le condizioni per un recupero non traumatico del micio. L’associazione esprime ai responsabili e a tutti gli agenti della polizia locale, che hanno concorso nell’azione di tutela, la viva soddisfazione e il meritato ringraziamento per quanto è stato fatto con senso di responsabilità e di partecipazione emotiva nei confronti dell’animale. Auspica che la collaborazione avvenuta possa continuare e migliorare affinché anche gli esseri senzienti diversi dagli umani possano essere aiutati nel rispetto dell’etologia e nei sentimenti di ciascuno.
Enrica Miraglia, Presidente A-mici Randagi Onlus
fonte articolo: http://www3.varesenews.it
foto:http://attualita.tuttogratis.it/
venerdì 8 aprile 2011
[AgireOra -PROTESTA] Vendita ambulante di animali a Roma - VIDEO
[AgireOra -PROTESTA]
Segnalazione di Chiara - eatmeatanddie@hotmail.it
Il primo maggio di ogni anno, in Via Tiburtina, a Roma, si svolge un
grande mercato. Lo scorso anno, e probabilmente anche quelli precedenti,
era presente un losco figuro che vendeva animali vivi nella sua
bancarella. Pesci, tartarughe, papere, cavie, conigli, uccelli, criceti,
ecc.
Riuscimmo a fargli fare una multa dalle guardie zoofile, però non venne
controllato lo stato degli animali chiusi nel camion. Al seguente link
potete vedere il video di una paperella morta che abbiamo recuperato
seguendo il garzone dell'ambulante che si affrettava a ripulire il
camion prima dell'arrivo delle guardie zoofile ed il racconto di quella
giornata
Vi prego di scrivere due righe al presidente ed altri rappresentanti
della V circoscrizione di Roma affinché non venga più dato alcun
permesso all'ambulante di vendere animali, almeno su territorio romano.
Scriviamo a:
ivano.caradonna@comune.roma.it, anna.deangelis@comune.roma.it,
marisa.amantini@comune.roma.it, claudia.debenedetto@comune.roma.it,
luigina.melone@comune.roma.it
oppure, col ";" come separatore:
ivano.caradonna@comune.roma.it; anna.deangelis@comune.roma.it;
marisa.amantini@comune.roma.it; claudia.debenedetto@comune.roma.it;
luigina.melone@comune.roma.it
Il messaggio da mandare è il seguente, basta aggiungere in fondo il
proprio nome e cognome e ricordarsi di mettere un oggetto non vuoto
quando si invia il messaggio:
---------------------------------------
Al Municipio V di Roma
Buongiorno,
scrivo per unirmi alla protesta contro la vendita di animali al mercato
che il primo maggio di ogni anno si svolge in Via Tiburtina. Di certo vi
saranno note le molte segnalazioni ricevute lo scorso anno per bloccare
la vendita illegale di animali vivi da parte di un ambulante.
Nonostante fossero intervenuti i vigili, e le guardie zoofile avessero
già elevato una multa, l'ambulante continuava a vendere illegalmente
animali sottobanco, cioè non mettendoli più in mostra ma facendo
avvicinare le persone al proprio camion, strapieno di animali.
All'intimazione di alcuni cittadini di smettere di vendere animali,
l'ambulante ha risposto con violenza chiamando alcuni suoi aiutanti,
che hanno aggredito le persone, cosa che è costata la frattura ad un braccio
di un ragazzo che semplicemente chiedeva di far rispettare un
regolamento comunale.
Il Regolamento Comunale sulla Tutela e il Benessere degli animali, in
vigore dal 9 novembre 2005, vieta chiaramente la vendita di animali da
parte degli ambulanti (art. 20, punto 4. Non sono consentite le attività
commerciali ambulanti ed occasionali, inerenti la vendita diretta o
indiretta di animali).
Chiedo a chi di dovere che non venga concessa la licenza di vendita
ambulante, su tutto il territorio comunale, a persone che commerciano
animali vivi.
Molti attivisti che si battono contro il maltrattamento degli animali
saranno comunque presenti al mercato affinchè non si ripeta l'errore
commesso negli scorsi anni; in tal caso pronti a segnalare ogni illecito.
Sperando in una maggior attenzione e di una vostra risposta in merito,
porgo distinti saluti.
... nome cognome ....
Fermata corsa clandestina a Siracusa
Sono riusciti a fermare una corsa clandestina di cavalli organizzata sulla strada provinciale 14 ''mare-monti'' i Carabinieri delle Stazioni di Canicattini Bagni, Testa Dell'Acqua e Palazzolo
Acreide. L'operazione, che ha impegnato 10 militari delle tre Stazioni, ha consentito ai Carabinieri di impedire lo svolgimento della gara, disperdere i numerosi curiosi presenti sul posto e segnalare tre persone all'Autorita'
Giudiziaria per maltrattamento di animali e svolgimento di spettacoli non autorizzati. Si tratta di due proprietari di cavalli, A.S. 27enne di Siracusa e S.G. 49enne di Siracusa gia' conosciuto per reati specifici contro gli animali, e di un fantino, A.G. 30enne di Siracusa. Gli animali, dopo i controlli veterinari, sono stati sottoposti a sequestro.
fonte:http://cavallomagazine.quotidiano.net
Acreide. L'operazione, che ha impegnato 10 militari delle tre Stazioni, ha consentito ai Carabinieri di impedire lo svolgimento della gara, disperdere i numerosi curiosi presenti sul posto e segnalare tre persone all'Autorita'
Giudiziaria per maltrattamento di animali e svolgimento di spettacoli non autorizzati. Si tratta di due proprietari di cavalli, A.S. 27enne di Siracusa e S.G. 49enne di Siracusa gia' conosciuto per reati specifici contro gli animali, e di un fantino, A.G. 30enne di Siracusa. Gli animali, dopo i controlli veterinari, sono stati sottoposti a sequestro.
fonte:http://cavallomagazine.quotidiano.net
giovedì 7 aprile 2011
Pisa: cane rischia di morire, padrona nei guai
PISA. È andata a far la spesa ed ha lasciato il suo cagnolino, un bastardino di piccola taglia, legato con un foulard alla rastrelliera. Ma la povera bestiola, nel tentativo di liberarsi, si è semistrozzata, al punto da svenire. Sequestro dell’animale da parte della polizia e denuncia della proprietaria, una rom che abita nel campo dietro l’ospedale di Cisanello.
E che lo portava a spasso con l’insolito guinzaglio. È successo domenica pomeriggio al parcheggio del centro commerciale di Pisanova. La donna era andata al supermercato ed aveva lasciato l’animale legato in maniera improvvisata. Agitandosi, la bestia aveva tirato troppo il legaccio.
Le condizioni della bestiola hanno catturato l’attenzione di due giovani, un ragazzo e una ragazza, che hanno dato l’allarme chiamando il 113 ed hanno liberato l’animale dalla stretta. Quando sono arrivati gli agenti, però, il cagnolino, nonostante il soccorso dei due ragazzi, era comunque svenuto.
Poco dopo, grazie anche alle amorevoli cure dei due giovani, si è ripreso, ma è stato preso in custodia dagli agenti che lo hanno sequestrato e lo hanno ricoverato in un canile.
Per la donna, appena uscita dal supermercato, è scattata la denuncia in base all’articolo 544 ter del codice penale, che regolamenta il maltrattamento di animali e prevede pene severissime fino all’arresto.
L’articolo recita: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona lesioni ad un animale o lo sottopone a sevizie e a comportamenti o fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, o a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3mila e 15mila euro». E la pena aumenta di metà se dai fatti deriva la morte. Il proprietario, tramite richiesta, se vuole, a discrezione dell’autorità, può riottenere l’affido degli animali.
fonte:IL TIRRENO- foto dal web
E che lo portava a spasso con l’insolito guinzaglio. È successo domenica pomeriggio al parcheggio del centro commerciale di Pisanova. La donna era andata al supermercato ed aveva lasciato l’animale legato in maniera improvvisata. Agitandosi, la bestia aveva tirato troppo il legaccio.
Le condizioni della bestiola hanno catturato l’attenzione di due giovani, un ragazzo e una ragazza, che hanno dato l’allarme chiamando il 113 ed hanno liberato l’animale dalla stretta. Quando sono arrivati gli agenti, però, il cagnolino, nonostante il soccorso dei due ragazzi, era comunque svenuto.
Poco dopo, grazie anche alle amorevoli cure dei due giovani, si è ripreso, ma è stato preso in custodia dagli agenti che lo hanno sequestrato e lo hanno ricoverato in un canile.
Per la donna, appena uscita dal supermercato, è scattata la denuncia in base all’articolo 544 ter del codice penale, che regolamenta il maltrattamento di animali e prevede pene severissime fino all’arresto.
L’articolo recita: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona lesioni ad un animale o lo sottopone a sevizie e a comportamenti o fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, o a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3mila e 15mila euro». E la pena aumenta di metà se dai fatti deriva la morte. Il proprietario, tramite richiesta, se vuole, a discrezione dell’autorità, può riottenere l’affido degli animali.
fonte:IL TIRRENO- foto dal web
mercoledì 6 aprile 2011
Canada: pugno duro contro abusi sugli animali,multa e carcere
Multe fino a 75mila dollari canadesi e due anni di carcere. Leggi più dure e sanzioni più aspre per chi commette atti di crudeltà sugli animali in British Columbia.
Lo ha reso noto ieri il premier della Provincia, Christy Clark dopo lo scandalo sull’uccisione di 100 cani da slitta a Whistler, che aveva fatto il giro del mondo lo scorso gennaio.
Clark ha dato l’annuncio finale ieri dopo aver seguito le raccomandazioni di una task force organizzata per indagare su quanto avvenuto nella cittadina dove si sono svolte le Olimpiadi invernali. Una task force guidata dal liberale Terry Lake, veterinario oltre che politico, e che ha incluso anche rappresentanti della Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Spca) e alcune municipalità della British Columbia. Il rapporto reso noto ieri dal premier si è concentrato principalmente sull’industria dei cani da slitta. Il gruppo per la protezione degli animali sta conducendo un’indagine a parte sulla strage.
La polemica che ha suscitato reazioni in tutto il mondo con sit-in di protesta era scoppiata quando un impiegato di un’azienda aveva richiesto un compenso per stress post-traumatico causatogli dall’uccisione dei cento husky.
I cani erano stati eliminati in quanto “inutili” a causa del calo drastico delle richieste di tour in slitta da parte dei turisti una volta finite le Olimpiadi nella stazione sciistica di Whistler.
Due le società (Outdoor Adventures e Howling Dogs) che durante i giochi offrivano gite in slitta ai turisti.
I cani erano stati uccisi in due giorni da un inserviente, con un fucile e un coltello.
Alcuni animali, rimasti solo feriti, erano riusciti a uscire dalla fossa comune dove erano stati gettati.
Il proprietario della Outdoor Adventures dichiarò che la sua azienda non aveva nulla a che fare con il crollo delle vendite della Howling Dog Tours e quindi con l’uccisione degli husky. Disse anche di non sapere il numero esatto dei cani che erano stati massacrati e che non si era preoccupato più di tanto di questa decisione perché si fidava dell’esperienza di Fawcett che godeva di un’ottima reputazione nella conduzione della sua azienda.
Intanto prosegue l’indagine per omicidio, come spiega Lori Chortyk della Spca. «Abbiamo cento corpi qui - dice - Dobbiamo riesumarli ed esaminarli per capire cos’è veramente successo, chi doveva prendersi cura di questi cani». Chortyk ha aggiunto che l’Spca è composta «da una squadra di esperti che aspettano solo di analizzare i corpi di quei cani e spera che tra poche settimane il terreno possa essere abbastanza morbido per poter iniziare i lavori di scavo».
«Stiamo aspettando di poter iniziare a scavare - conclude - perché abbiamo assolutamente bisogno di quelle prove. Dipende tutto da Madre Natura a questo punto». Quando l’investigazione sarà conclusa, dovrà essere un Consiglio dell’accusa di un tribunale a decidere le accuse che dovranno essere formulate.
fonte:corriere candese
Lo ha reso noto ieri il premier della Provincia, Christy Clark dopo lo scandalo sull’uccisione di 100 cani da slitta a Whistler, che aveva fatto il giro del mondo lo scorso gennaio.
Clark ha dato l’annuncio finale ieri dopo aver seguito le raccomandazioni di una task force organizzata per indagare su quanto avvenuto nella cittadina dove si sono svolte le Olimpiadi invernali. Una task force guidata dal liberale Terry Lake, veterinario oltre che politico, e che ha incluso anche rappresentanti della Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Spca) e alcune municipalità della British Columbia. Il rapporto reso noto ieri dal premier si è concentrato principalmente sull’industria dei cani da slitta. Il gruppo per la protezione degli animali sta conducendo un’indagine a parte sulla strage.
La polemica che ha suscitato reazioni in tutto il mondo con sit-in di protesta era scoppiata quando un impiegato di un’azienda aveva richiesto un compenso per stress post-traumatico causatogli dall’uccisione dei cento husky.
I cani erano stati eliminati in quanto “inutili” a causa del calo drastico delle richieste di tour in slitta da parte dei turisti una volta finite le Olimpiadi nella stazione sciistica di Whistler.
Due le società (Outdoor Adventures e Howling Dogs) che durante i giochi offrivano gite in slitta ai turisti.
I cani erano stati uccisi in due giorni da un inserviente, con un fucile e un coltello.
Alcuni animali, rimasti solo feriti, erano riusciti a uscire dalla fossa comune dove erano stati gettati.
Il proprietario della Outdoor Adventures dichiarò che la sua azienda non aveva nulla a che fare con il crollo delle vendite della Howling Dog Tours e quindi con l’uccisione degli husky. Disse anche di non sapere il numero esatto dei cani che erano stati massacrati e che non si era preoccupato più di tanto di questa decisione perché si fidava dell’esperienza di Fawcett che godeva di un’ottima reputazione nella conduzione della sua azienda.
Intanto prosegue l’indagine per omicidio, come spiega Lori Chortyk della Spca. «Abbiamo cento corpi qui - dice - Dobbiamo riesumarli ed esaminarli per capire cos’è veramente successo, chi doveva prendersi cura di questi cani». Chortyk ha aggiunto che l’Spca è composta «da una squadra di esperti che aspettano solo di analizzare i corpi di quei cani e spera che tra poche settimane il terreno possa essere abbastanza morbido per poter iniziare i lavori di scavo».
«Stiamo aspettando di poter iniziare a scavare - conclude - perché abbiamo assolutamente bisogno di quelle prove. Dipende tutto da Madre Natura a questo punto». Quando l’investigazione sarà conclusa, dovrà essere un Consiglio dell’accusa di un tribunale a decidere le accuse che dovranno essere formulate.
fonte:corriere candese
Molfetta: gazze e ghiandaie uccise e utilizzate come spaventapasseri
MOLFETTA - Il suo più grande divertimento era uccidere degli uccelli per poi legarli e appenderli ai rami degli alberi del suo frutteto, utilizzandoli come macabri spaventapasseri.
A tale proposito sono giunte diverse segnalazioni, che raccontavano di esemplari veri impiccati all'interno di un fondo nel territorio di Bisceglie.
Le guardie volontarie del Wwf hanno, dunque, deciso di vederci chiaro e, per giorni si sono appostate nelle vicinanze del fondo agricolo, nel tentativo di cogliere in flagranza di reato l'autore dell'inqualificabile gesto.
L'uomo prediligeva gazze e ghiandaie che, "amabilmente", uccideva. Legava loro le zampe e quindi le appendeva agli alberi da frutta presenti nel fondo agricolo.
Questa volta, però, l'anziano uomo non è riuscito a farla franca: è stato denunciato per la violazione delle norme sul maltrattamento di animali (ex art. 544 del C.P.) alla locale Polizia Municipale, prontamente intervenuta sul posto.
Per Pasquale Salvemini, coordinatore regionale della vigilanza Wwf, si rivelano di fondamentale importanza le segnalazioni di cittadini "sensibili" per tentare di bloccare un fenomeno diffuso come il maltrattamento nei confronti degli animali. Altrettanto importante rimane la collaborazione delle forze di polizia.
Proprio per poter meglio fronteggiare tali problematiche il Wwf sta organizzando un corso di formazione per tutte le forze dell'ordine.
fonte:quindici-molfetta.it
A tale proposito sono giunte diverse segnalazioni, che raccontavano di esemplari veri impiccati all'interno di un fondo nel territorio di Bisceglie.
Le guardie volontarie del Wwf hanno, dunque, deciso di vederci chiaro e, per giorni si sono appostate nelle vicinanze del fondo agricolo, nel tentativo di cogliere in flagranza di reato l'autore dell'inqualificabile gesto.
L'uomo prediligeva gazze e ghiandaie che, "amabilmente", uccideva. Legava loro le zampe e quindi le appendeva agli alberi da frutta presenti nel fondo agricolo.
Questa volta, però, l'anziano uomo non è riuscito a farla franca: è stato denunciato per la violazione delle norme sul maltrattamento di animali (ex art. 544 del C.P.) alla locale Polizia Municipale, prontamente intervenuta sul posto.
Per Pasquale Salvemini, coordinatore regionale della vigilanza Wwf, si rivelano di fondamentale importanza le segnalazioni di cittadini "sensibili" per tentare di bloccare un fenomeno diffuso come il maltrattamento nei confronti degli animali. Altrettanto importante rimane la collaborazione delle forze di polizia.
Proprio per poter meglio fronteggiare tali problematiche il Wwf sta organizzando un corso di formazione per tutte le forze dell'ordine.
fonte:quindici-molfetta.it
martedì 5 aprile 2011
Catanzaro, viale Isonzo: investiti un uomo e il suo cane, morti sul colpo
4 Aprile 2011- Stamattina su Viale Isonzo un Suv (Bmw X5) che percorreva la strada in direzione Catanzaro ha investito un uomo di circa settanta anni (Giuseppe Curcoglioniti) che stava passeggiando il proprio cane ai bordi della carreggiata.
L'uomo e il cane sono morti sul colpo. I danni alla vettura, visibili sul lato destro della carrozzeria in prossimità del faro sono evidenti e confermano che l'urto è stato violentissimo. Il cadavere dell’uomo è a bordo strada e i carabinieri e i vigili urbani stanno regolando il traffico attendendo che arrivi il giudice per le formalità di rito.
Il deceduto ogni mattina alla stessa ora dal Quartiere Santa Maria di Catanzaro passeggiava il suo cane sino a raggiungere il centro commerciale "Le Fornaci".
L'incidente è avvenuto esattamente all'altezza dell'ultimo bivio (direzione Catanzaro Marina) che immette nel quartiere "Corvo" di Catanzaro.
C'è da constatare come ancora una volta una strada trafficatissima come quella di Viale Isonzo risulti essere ad alta densità di pericolo.
Tanti sono stati i sinistri mortali che hanno interessato la strada in questione eppure ancora oggi malgrado le svariate proteste dei residenti nessun provvedimento importante è stato preso.
Non esistono corsie d'immissione per chi deve immettersi nella carreggiata, la segnaletica orizzontale e verticale è carente, i marciapiedi sono mancanti per lunghi tratti della strada (infatti l'uomo deceduto non era sul marciapiede in quanto inesistente) l'illuminazione è carente e la pista ciclabile “a tratti” risulta inutile poiché inutilizzata e fatiscente.
Negli ultimi dieci anni abbiamo contato parecchi morti e tanti altri incidenti più o meno gravi.
L'assurdo è che la tratta S.Maria fino a Viale Magna Grecia è una strada cittadina e sembra invece un'autostrada con la differenza che nei pressi di alcuni bivi oltre ad abitazioni ci sono anche scuole, la fermata delle Ferrovie delle Calabro Lucane e attività commerciali.
Oggi si stanno sistemando gli incroci semplicemente con una colata di cemento verde per coprire le erbacce che prima caratterizzavano il percorso.
lunedì 4 aprile 2011
Cina shock :animali vivi usati come portachiavi
Fonte articolo: http://attualita.tuttogratis.it
Animali vivi usati per confezionare portachiavi: può succedere anche questo in un paese come la Cina in cui sono stati numerosi, soprattutto negli ultimi tempi, i casi di sfruttamento di animali per puro divertimento o moda. Una vicenda che sta facendo discutere moltissimo e ha suscitato l’indignazione non solo delle associazioni animaliste ma anche dei cittadini è quella che ha visto qualche incauto commerciante dare l’assenso all’utilizzo di piccoli pesci e tartarughe vivi intrappolati in una confezione di plastica striminzita che diventa un portachiavi.
Immagini che la dicono lunga sulla crudeltà che spesso, senza motivo, si abbatte su inconsapevoli animali per far divertire con una trovata di cattivo gusto l’uomo. La notizia, riferita dal quotidiano Global Times, potrebbe sembrare una bufala e invece è confermata da questa immagine che non lascia davvero nessun dubbio sui contorni oscuri di questa vicenda. In Cina non è la prima volta che animali vivi vengono utilizzati per fare spettacolo. Solo qualche mese fa, infatti, un mago durante un show aveva fatto muovere in sincrono alcuni pesci guidandoli solo con le sue mani probabilmente aiutato da dei piccoli magneti impiantati nel loro corpo. Anche in questo caso erano insorti gli animalisti chiedendo che non si ripetessero mai più scene del genere.
Eppure sembrava che in Cina qualcosa stesse cambiando dopo l’annuncio dello stop all’utilizzo di animali vivi in spettacoli cruenti. Invece questa notizia riapre la discussione sui limiti dell’utilizzo degli animali che non devono essere considerati come semplici gadget. E se è vero che alcuni venditori ambulanti stanno continuando a vendere questi portachiavi, dichiarati perfettamente legali, sotto accusa dovrebbero essere anche gli acquirenti che forse non si rendono conto del fatto che questi animali, sigillati nel sacchetto, possono sopravvivere così solo per qualche giorno. L’esatto contrario di quello che affermano i produttori sicuri che gli animali intrappolati siano alimentati da vari ‘nutrienti’ e siano capaci di resistere nella confezione addirittura ‘per qualche mese’.
Animali vivi usati per confezionare portachiavi: può succedere anche questo in un paese come la Cina in cui sono stati numerosi, soprattutto negli ultimi tempi, i casi di sfruttamento di animali per puro divertimento o moda. Una vicenda che sta facendo discutere moltissimo e ha suscitato l’indignazione non solo delle associazioni animaliste ma anche dei cittadini è quella che ha visto qualche incauto commerciante dare l’assenso all’utilizzo di piccoli pesci e tartarughe vivi intrappolati in una confezione di plastica striminzita che diventa un portachiavi.
Immagini che la dicono lunga sulla crudeltà che spesso, senza motivo, si abbatte su inconsapevoli animali per far divertire con una trovata di cattivo gusto l’uomo. La notizia, riferita dal quotidiano Global Times, potrebbe sembrare una bufala e invece è confermata da questa immagine che non lascia davvero nessun dubbio sui contorni oscuri di questa vicenda. In Cina non è la prima volta che animali vivi vengono utilizzati per fare spettacolo. Solo qualche mese fa, infatti, un mago durante un show aveva fatto muovere in sincrono alcuni pesci guidandoli solo con le sue mani probabilmente aiutato da dei piccoli magneti impiantati nel loro corpo. Anche in questo caso erano insorti gli animalisti chiedendo che non si ripetessero mai più scene del genere.
Eppure sembrava che in Cina qualcosa stesse cambiando dopo l’annuncio dello stop all’utilizzo di animali vivi in spettacoli cruenti. Invece questa notizia riapre la discussione sui limiti dell’utilizzo degli animali che non devono essere considerati come semplici gadget. E se è vero che alcuni venditori ambulanti stanno continuando a vendere questi portachiavi, dichiarati perfettamente legali, sotto accusa dovrebbero essere anche gli acquirenti che forse non si rendono conto del fatto che questi animali, sigillati nel sacchetto, possono sopravvivere così solo per qualche giorno. L’esatto contrario di quello che affermano i produttori sicuri che gli animali intrappolati siano alimentati da vari ‘nutrienti’ e siano capaci di resistere nella confezione addirittura ‘per qualche mese’.
domenica 3 aprile 2011
MENO CARNE, PIU' BIO PER ALIMENTAZIONE IN MENSE
Il Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare ha accolto i suggerimenti della LAV in relazione all’acquisto di cibo e al ricorso a servizi di ristorazione per la Pubblica amministrazione, in un documento che costituisce parte del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale relativo ai consumi della Pubblica amministrazione.
Tale Piano, elaborato dal Ministero in ottemperanza a una Comunicazione della Commissione Europea del 2003, stabilisce i criteri per l’acquisto di beni e servizi rispettosi dell’ambiente: dalla carta per le stampanti ai serramenti, alle derrate alimentari e servizi di ristorazione scolastica. Proprio per la definizione dei criteri relativi a questo ultimo settore, la LAV è stata invitata a un Tavolo di lavoro, le cui attività si sono concluse di recente con l’emanazione di un documento che dovrà essere tradotto in un decreto ministeriale nelle prossime settimane.
“Siamo molto soddisfatti per il recepimento di alcuni importanti concetti suggeriti, che si concretizzeranno in una maggiore attenzione di tutte le Amministrazioni pubbliche al benessere animale e all’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti”, commentano Roberta Bartocci e Paola Segurini, del settore Vegetarismo della LAV.
In pratica, nelle mense di gestione pubblica e in generale per tutto ciò che concerne l’acquisto di cibo o il ricorso a servizi di ristorazione, si dovrà tenere conto degli aspetti seguenti:
- in relazione alla formazione del personale e all’informazione agli utenti dei servizi di ristorazione, le società erogatrici dei servizi dovranno fornire informazioni su alimentazione, salute e ambiente, affrontando, tra gli altri, il tema dell’opportunità di ridurre i consumi di carne, considerando l’impatto ambientale causato dalle correnti pratiche di allevamento di animali;
- per quanto riguarda le uova, il documento prevedeva già che dovessero provenire da agricoltura biologica, così come altri alimenti, ma è stato aggiunto il principio secondo cui la quota di uova non proveniente da allevamenti biologici deve provenire da allevamenti all’aperto. Si esclude così il ricorso a uova provenienti da galline allevate in gabbia, in applicazione alla Direttiva 74/1999 che prevede di bandire quest’ultimo tipo di allevamento, che provoca enormi sofferenze agli animali.
In sede di gara di appalto per l’assegnazione di servizi di ristorazione e di fornitura di prodotti alimentari, quindi, verranno aggiudicati maggiori punteggi alle ditte che rispetteranno i criteri ambientali delineati nel documento.
Nella relazione di accompagnamento al documento è inoltre richiamato più volte l’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti intensivi, e come questo genere di attività comporti sofferenze per gli animali. Questo testo costituisce, quindi, un passo in più verso il rispetto dell’ambiente e degli animali, in un settore importante come quello alimentare.
“L’accoglimento dei criteri suggeriti dalla LAV rappresenta un notevole riconoscimento. Il documento prodotto dal Ministero sarà un importante strumento da utilizzare nei rapporti della LAV con le Amministrazioni comunali, e non solo, per favorire l’adozione di menu vegetariani nella ristorazione collettiva”, concludono Roberta Bartocci e Paola Segurini.
Solo la ristorazione scolastica fornisce ogni anno in Italia oltre due milioni di pasti ad altrettanti ragazzi e bambini. Se, ad esempio, le aziende di ristorazione e le amministrazioni appaltatrici contemplassero un giorno vegetariano a settimana, questo corrisponderebbe a 3.320 tonnellate di CO2 risparmiata al giorno, 126.160 ogni anno. L’equivalente di 22 milioni di km percorsi con i mezzi pubblici anziché l’automobile, e ciò solo tramite i pasti scolastici.
Per ciò che riguarda le uova, infine, solo considerando i consumi delle mense scolastiche - che sono pari a 1 uovo a settimana per ogni bambino - la sostituzione del corrispondente numero di uova di galline allevate in gabbia con uova provenienti da agricoltura biologica significherebbe liberare dalle gabbie circa 271.000 galline ogni anno.
fonte:Animali & Animali
Tale Piano, elaborato dal Ministero in ottemperanza a una Comunicazione della Commissione Europea del 2003, stabilisce i criteri per l’acquisto di beni e servizi rispettosi dell’ambiente: dalla carta per le stampanti ai serramenti, alle derrate alimentari e servizi di ristorazione scolastica. Proprio per la definizione dei criteri relativi a questo ultimo settore, la LAV è stata invitata a un Tavolo di lavoro, le cui attività si sono concluse di recente con l’emanazione di un documento che dovrà essere tradotto in un decreto ministeriale nelle prossime settimane.
“Siamo molto soddisfatti per il recepimento di alcuni importanti concetti suggeriti, che si concretizzeranno in una maggiore attenzione di tutte le Amministrazioni pubbliche al benessere animale e all’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti”, commentano Roberta Bartocci e Paola Segurini, del settore Vegetarismo della LAV.
In pratica, nelle mense di gestione pubblica e in generale per tutto ciò che concerne l’acquisto di cibo o il ricorso a servizi di ristorazione, si dovrà tenere conto degli aspetti seguenti:
- in relazione alla formazione del personale e all’informazione agli utenti dei servizi di ristorazione, le società erogatrici dei servizi dovranno fornire informazioni su alimentazione, salute e ambiente, affrontando, tra gli altri, il tema dell’opportunità di ridurre i consumi di carne, considerando l’impatto ambientale causato dalle correnti pratiche di allevamento di animali;
- per quanto riguarda le uova, il documento prevedeva già che dovessero provenire da agricoltura biologica, così come altri alimenti, ma è stato aggiunto il principio secondo cui la quota di uova non proveniente da allevamenti biologici deve provenire da allevamenti all’aperto. Si esclude così il ricorso a uova provenienti da galline allevate in gabbia, in applicazione alla Direttiva 74/1999 che prevede di bandire quest’ultimo tipo di allevamento, che provoca enormi sofferenze agli animali.
In sede di gara di appalto per l’assegnazione di servizi di ristorazione e di fornitura di prodotti alimentari, quindi, verranno aggiudicati maggiori punteggi alle ditte che rispetteranno i criteri ambientali delineati nel documento.
Nella relazione di accompagnamento al documento è inoltre richiamato più volte l’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti intensivi, e come questo genere di attività comporti sofferenze per gli animali. Questo testo costituisce, quindi, un passo in più verso il rispetto dell’ambiente e degli animali, in un settore importante come quello alimentare.
“L’accoglimento dei criteri suggeriti dalla LAV rappresenta un notevole riconoscimento. Il documento prodotto dal Ministero sarà un importante strumento da utilizzare nei rapporti della LAV con le Amministrazioni comunali, e non solo, per favorire l’adozione di menu vegetariani nella ristorazione collettiva”, concludono Roberta Bartocci e Paola Segurini.
Solo la ristorazione scolastica fornisce ogni anno in Italia oltre due milioni di pasti ad altrettanti ragazzi e bambini. Se, ad esempio, le aziende di ristorazione e le amministrazioni appaltatrici contemplassero un giorno vegetariano a settimana, questo corrisponderebbe a 3.320 tonnellate di CO2 risparmiata al giorno, 126.160 ogni anno. L’equivalente di 22 milioni di km percorsi con i mezzi pubblici anziché l’automobile, e ciò solo tramite i pasti scolastici.
Per ciò che riguarda le uova, infine, solo considerando i consumi delle mense scolastiche - che sono pari a 1 uovo a settimana per ogni bambino - la sostituzione del corrispondente numero di uova di galline allevate in gabbia con uova provenienti da agricoltura biologica significherebbe liberare dalle gabbie circa 271.000 galline ogni anno.
fonte:Animali & Animali
CHIOGGIA (VE):Collare elettrico al collo del cane, 54enne a processo
CHIOGGIA (VE) - Chiama la Polizia Locale perché il cane del vicino non abbaia. Si tratta di un setter femmina di proprietà di un cacciatore, Tarcisio Morin, 54 anni, comparso nei giorni scorsi in tribunale davanti al giudice monocratico Enrico Ciampaglia e al pubblico ministero Andrea Favaretto per rispondere dell'accusa di maltrattamento di animali. La Polizia locale ha infatti trovato l'animale con un collare sospetto: si tratterebbe di un collare elettrico, munito di elettrodi che emettono scosse elettriche quando il cane abbaia. I vigili urbani hanno trovato il cane in buone condizioni: dagli accertamenti non presentava segni di maltrattamenti o denutrizione. Morin, assistito dall'avvocato Valentino Menon, si è difeso sostenendo di aver acquistato l'oggetto in un negozio per animali di Milano, con l'assicurazione del negoziante che si trattava di un articolo omologato. L'uomo ha inoltre asserito di usare il collare solo in alcuni orari per non disturbare i pazienti del vicino studio medico con i latrati del cane. L'udienza è stata rinviata al 24 maggio per disporre una perizia sul collare e sul suo funzionamento.
foto dal web-fonte:il gazzettino
foto dal web-fonte:il gazzettino
Continua da nord a sud l'avvelenamento di cani e gatti
GALLIERA VENETA (Padova). Bocconi avvelenati: il Comune mette una taglia di 750 euro. La singolare iniziativa è stata ideata dalla giunta presieduta dal sindaco Stefano Bonaldo. «In seguito a ripetuti casi di avvelenamento di cani - dice il sindaco - con l'Organizzazione internazionale protezione animali di Treviso abbiamo deciso di mettere una taglia di 250 euro per chi ci darà una mano a individuare questi incivili. L'amministrazione comunale farà la sua parte, aggiungendone altri 500. Vogliamo mettere fine a questa mattanza».
E' stata una gallierana a sollevare il problema. Tutto inizia il 3 settembre 2008: «Nel nostro giardino in viale Europa - racconta - abbiamo trovato morta la nostra cagnolina Fly. Il 21 gennaio di quest'anno è toccato a Simba. Abbiamo trovato vicino al portone tre sacchetti con carne macinata e pollo, in entrambi c'erano polpette con chiodi e topicida. Il giorno dopo - spiega - l'ennesimo tentativo di avvelenamento. Il 27 gennaio sono tornati in azione: verso le 23 siamo rientrati a casa e c'era un altro sacchetto "mortale" con dentro del lumachicida e altri veleni. La mattina dopo abbiamo trovato il pastore tedesco femmina Simba priva di vita, riversa su un fianco. Il veterinario ha sottoposto il cane Rex a una flebo per sintomi da avvelenamento; le sue condizioni sono subito migliorate e adesso è fuori pericolo, anche se non possiamo sospendere la profilassi». La famiglia della donna è turbata. «Rex - continua il suo racconto - lo stiamo tenendo esclusivamente in casa per evitare qualsiasi rischio, ma abbiamo davvaro paura. I cani non hanno mai disturbato nessuno. E allora, perché tanta crudeltà e violenza? L'unico desiderio di queste persone era portare a termine lo sterminio iniziato. Ora vogliamo solo la verità, devono pagare per quanto commesso perché una morte simile non la si augura nemmeno al peggior nemico». Per le segnalazioni c'è a disposizione un indirizzo di posta elettronica e un numero di telefono: treviso@oipaitalia.com oppure 049 5969153.
Castelvetrano (TP). Moria di cani randagi nelle ultime settimane nelle zone periferiche della città. Solo negli ultimi 15 giorni nella zona di Trinità di Delia sarebbero scomparsi una decina di randagi di cui almeno sei sarebbero stati avvelenati. Lo denunciano alcuni cittadini che frequentano la zona e che portavano anche del cibo a questi animali. La conferma del ritrovamento delle carcasse di cani, morti per avvelenamento o per incidente stradale, giunge anche dalle ordinanze del loro smaltimento disposto dal sindaco che nell'ultimo mese ha emesso il provvedimento per otto animali. Sul territorio morti avvelenati sono stati trovati anche dei gatti.
BUCINE (AR) - Cani uccisi da bocconi avvelenati a Bucine, nelle zone di Caselle e Pianacci. Nei giorni scorsi è stato ucciso da veleno per diserbanti un husky e la stessa sorte è toccata a un meticcio, morto nell'arco di una ventina di minuti. Nella giornata di ieri ha rischiato di fare una brutta fine una cagnolina che, portata a passeggio dalla sua padrona in una zona fra il capoluogo e la frazione di San Leolino, all'improvviso è stata colta da conati di vomito, bava alla bocca e difficoltà respiratorie. Solo la prontezza della proprietaria, che l'ha portata di corsa dal veterinario ha permesso al povero animale di avere salva la vita. "Ero a passeggio con i miei due cani come tutti i giorni -racconta la padrona Riccarda Malaspina- e una si è sentita male. Il veterinario ha riscontrato sintomi di avvelenamento da concimi agricoli, ma è riuscito a salvarla. Avevo sentito nei giorni scorsi -continua- di bocconi avvelenati distribuiti lungo la strada, nelle vigne e nei boschi purtroppo è una cosa che si ripete tutti gli anni di questo periodo, in quanto vengono liberati i fagiani da cacciare in autunno e il terreno viene disseminato di questi bocconi contenenti diserbanti o altri veleni usati in agricoltura contro volpi e altri predatori, che però vengono mangiati anche da cani e gatti, che in qualche caso fanno una brutta fine. Noi come proprietari -termina- non possiamo più portare i nostri cani in giro liberi in campagna". Il maltrattare o compiere azioni volte a causare la morte di animali, compreso il disseminare bocconi avvelenati, è un reato penale: le recenti norme infatti, in particolare la legge 189/2004, contro il maltrattamento degli animali, prevedono punizioni severe e si rischiano sanzioni pecuniarie fino 10.000 euro e il carcere da tre ai dodici mesi. "Purtroppo -dice la presidente dell'Enpa Valdarno Luigia Bassan- anche se ci sono leggi sia nazionali che regionali in materia è molto difficile individuare i responsabili di tali azioni". Il ricorrere ai bocconi avvelenati è un atto di grande vigliaccheria perchè si vanno a colpire gli animali senza che essi possano in qualche modo difendersi.
FONTE: IL MATTINO-LA SICILIA TRAPANI-CORRIERE DI AREZZO
E' stata una gallierana a sollevare il problema. Tutto inizia il 3 settembre 2008: «Nel nostro giardino in viale Europa - racconta - abbiamo trovato morta la nostra cagnolina Fly. Il 21 gennaio di quest'anno è toccato a Simba. Abbiamo trovato vicino al portone tre sacchetti con carne macinata e pollo, in entrambi c'erano polpette con chiodi e topicida. Il giorno dopo - spiega - l'ennesimo tentativo di avvelenamento. Il 27 gennaio sono tornati in azione: verso le 23 siamo rientrati a casa e c'era un altro sacchetto "mortale" con dentro del lumachicida e altri veleni. La mattina dopo abbiamo trovato il pastore tedesco femmina Simba priva di vita, riversa su un fianco. Il veterinario ha sottoposto il cane Rex a una flebo per sintomi da avvelenamento; le sue condizioni sono subito migliorate e adesso è fuori pericolo, anche se non possiamo sospendere la profilassi». La famiglia della donna è turbata. «Rex - continua il suo racconto - lo stiamo tenendo esclusivamente in casa per evitare qualsiasi rischio, ma abbiamo davvaro paura. I cani non hanno mai disturbato nessuno. E allora, perché tanta crudeltà e violenza? L'unico desiderio di queste persone era portare a termine lo sterminio iniziato. Ora vogliamo solo la verità, devono pagare per quanto commesso perché una morte simile non la si augura nemmeno al peggior nemico». Per le segnalazioni c'è a disposizione un indirizzo di posta elettronica e un numero di telefono: treviso@oipaitalia.com oppure 049 5969153.
Castelvetrano (TP). Moria di cani randagi nelle ultime settimane nelle zone periferiche della città. Solo negli ultimi 15 giorni nella zona di Trinità di Delia sarebbero scomparsi una decina di randagi di cui almeno sei sarebbero stati avvelenati. Lo denunciano alcuni cittadini che frequentano la zona e che portavano anche del cibo a questi animali. La conferma del ritrovamento delle carcasse di cani, morti per avvelenamento o per incidente stradale, giunge anche dalle ordinanze del loro smaltimento disposto dal sindaco che nell'ultimo mese ha emesso il provvedimento per otto animali. Sul territorio morti avvelenati sono stati trovati anche dei gatti.
BUCINE (AR) - Cani uccisi da bocconi avvelenati a Bucine, nelle zone di Caselle e Pianacci. Nei giorni scorsi è stato ucciso da veleno per diserbanti un husky e la stessa sorte è toccata a un meticcio, morto nell'arco di una ventina di minuti. Nella giornata di ieri ha rischiato di fare una brutta fine una cagnolina che, portata a passeggio dalla sua padrona in una zona fra il capoluogo e la frazione di San Leolino, all'improvviso è stata colta da conati di vomito, bava alla bocca e difficoltà respiratorie. Solo la prontezza della proprietaria, che l'ha portata di corsa dal veterinario ha permesso al povero animale di avere salva la vita. "Ero a passeggio con i miei due cani come tutti i giorni -racconta la padrona Riccarda Malaspina- e una si è sentita male. Il veterinario ha riscontrato sintomi di avvelenamento da concimi agricoli, ma è riuscito a salvarla. Avevo sentito nei giorni scorsi -continua- di bocconi avvelenati distribuiti lungo la strada, nelle vigne e nei boschi purtroppo è una cosa che si ripete tutti gli anni di questo periodo, in quanto vengono liberati i fagiani da cacciare in autunno e il terreno viene disseminato di questi bocconi contenenti diserbanti o altri veleni usati in agricoltura contro volpi e altri predatori, che però vengono mangiati anche da cani e gatti, che in qualche caso fanno una brutta fine. Noi come proprietari -termina- non possiamo più portare i nostri cani in giro liberi in campagna". Il maltrattare o compiere azioni volte a causare la morte di animali, compreso il disseminare bocconi avvelenati, è un reato penale: le recenti norme infatti, in particolare la legge 189/2004, contro il maltrattamento degli animali, prevedono punizioni severe e si rischiano sanzioni pecuniarie fino 10.000 euro e il carcere da tre ai dodici mesi. "Purtroppo -dice la presidente dell'Enpa Valdarno Luigia Bassan- anche se ci sono leggi sia nazionali che regionali in materia è molto difficile individuare i responsabili di tali azioni". Il ricorrere ai bocconi avvelenati è un atto di grande vigliaccheria perchè si vanno a colpire gli animali senza che essi possano in qualche modo difendersi.
FONTE: IL MATTINO-LA SICILIA TRAPANI-CORRIERE DI AREZZO
Condannata un’anziana per aver torturato e ucciso i gatti della vicina
Provincia di Alessandria - Quando a pagare le spese di incomprensioni e beghe fra vicini di casa sono bestiole innocenti. Dopo sei udienze si è concluso con una condanna e un’assoluzione il processo a Franca Vignolo e alla nuora Anna Persano, di 85 e 51 anni, suocera e nuora, abitanti in via XXV Aprile ad Arquata, la prima accusata di aver cagionato «con crudeltà» la morte di una gattina, colpita a bastonate, e di aver spezzato le zampe di un gattino, la seconda di aver preso a calci una gattina, rimasta in vita ma che partorì, a causa di quelle lesioni, alcuni mici morti. FrancaVignolo è stata condannata a 3000 euro di multa e a versare, immediatamente, 750 euro come risarcimento danni alla proprietaria dei gatti; Anna Persano è stata assolta. Per il pm le due donne dovevano essere condannate rispettivamente a tre e due mesi di reclusione. Ad essere presi di mira i gatti della vicina Rosina Aiello.
fonte:AGEN FAX- foto dal web-25 marzo
fonte:AGEN FAX- foto dal web-25 marzo
venerdì 1 aprile 2011
Costringe un rottweiler a vivere in una gabbia con un cucciolo impiccato
TREVISO - «Hai ucciso un cagnolino! Per punizione lo vedrai penzolare sulla tua cuccia. Ogni giorno e ogni notte». Così il padre-padrone di un Rottweiler femmina, Lea il suo nome, aveva appeso il cucciolo di un bastardino, morto qualche giorno prima, legandolo con una corda ad una zampa e lasciandolo penzolare da una trave posta sopra il box rudimentale dove teneva Lea: una rete metallica a fare da recinzione di una specie di discarica. Dentro quel box di fortuna, con un pezzo di tetto in lamiera pericolante, c’erano frigoriferi, materiale di riporto, vecchie cucine. E lì viveva Lea. Per camminare il cane era costretto a percorrere perimetralmente il poco spazio a sua disposizione. Mentre il posto dove riusciva a stendersi per dormire, da qualche giorno era occupato da una terrificante presenza: quel cadavere del bastardino che mandava già uno sgradevole odore.
I controlli dei carabinieri del Nas, Nucleo per la tutela della salute, sono stati avviati dopo una serie di segnalazioni. E, a Paese, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte ad una scena dell’orrore. Il rottweiler, custodito in spazi angusti e in scarse condizioni igieniche, aveva davanti agli occhi quella carcassa. Il padrone, un 55enne di Paese, che abita in una casa isolata con un ampio spazio a disposizione, è stato denunciato per maltrattamenti mentre il cane è stato sequestrato e portato al canile di Ponzano. L’uomo è stato altresì denunciato perchè il cane è risultato privo di microchip e della prescritta vaccinazione antirabbica. Sequestrato anche il corpo del cagnolino che è stato sottoposto ad una prima ispezione dal veterinario del canile, che non vi ha peraltro riscontrato alcun segno di predazione. Impensabile che un cane del peso di 40 chili possa aver ucciso un cagnolino del peso di 4 chili, senza lasciare alcuna traccia sulla carcassa.
Nei prossimi giorni i medici dell’istituto zooprofilattico dell’Usl 9 eseguiranno l’esame necroscopico e istologico sul bastardino, come disposto dal pubblico ministero Antonio Miggiani. Dovranno essere accertate la data e le cause della morte. L’uomo dovrà anche rispondere dell’omessa denuncia del decesso del cagnolino alle autorità sanitarie competenti.
Lea - a quanto riferiscono dal canile - è un animale timido ed è molto impaurito. Viveva un rapporto particolare con il padrone, riconoscendo in lui un capo-branco. E in quel terreno dietro la casa a Paese nessuno poteva mettere piede: era il regno incontrastato del suo padrone. Nemmeno la famiglia dell’uomo sapeva cosa si faceva. Brutalità che, per ora, non hanno alcuna spiegazione.
fonte:il gazzettino
I controlli dei carabinieri del Nas, Nucleo per la tutela della salute, sono stati avviati dopo una serie di segnalazioni. E, a Paese, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte ad una scena dell’orrore. Il rottweiler, custodito in spazi angusti e in scarse condizioni igieniche, aveva davanti agli occhi quella carcassa. Il padrone, un 55enne di Paese, che abita in una casa isolata con un ampio spazio a disposizione, è stato denunciato per maltrattamenti mentre il cane è stato sequestrato e portato al canile di Ponzano. L’uomo è stato altresì denunciato perchè il cane è risultato privo di microchip e della prescritta vaccinazione antirabbica. Sequestrato anche il corpo del cagnolino che è stato sottoposto ad una prima ispezione dal veterinario del canile, che non vi ha peraltro riscontrato alcun segno di predazione. Impensabile che un cane del peso di 40 chili possa aver ucciso un cagnolino del peso di 4 chili, senza lasciare alcuna traccia sulla carcassa.
Nei prossimi giorni i medici dell’istituto zooprofilattico dell’Usl 9 eseguiranno l’esame necroscopico e istologico sul bastardino, come disposto dal pubblico ministero Antonio Miggiani. Dovranno essere accertate la data e le cause della morte. L’uomo dovrà anche rispondere dell’omessa denuncia del decesso del cagnolino alle autorità sanitarie competenti.
Lea - a quanto riferiscono dal canile - è un animale timido ed è molto impaurito. Viveva un rapporto particolare con il padrone, riconoscendo in lui un capo-branco. E in quel terreno dietro la casa a Paese nessuno poteva mettere piede: era il regno incontrastato del suo padrone. Nemmeno la famiglia dell’uomo sapeva cosa si faceva. Brutalità che, per ora, non hanno alcuna spiegazione.
fonte:il gazzettino
Virus dell'uomo uccidono i gorilla?
Anche i virus umani si aggiungono ai fattori di rischio per i gorilla di montagna, una specie in via di estinzione che ormai vive solo in alcune riserve africane. Lo afferma uno studio pubblicato da Emerging Infectious Diseases, secondo cui almeno due esemplari sono stati uccisi da malattie respiratorie trasmesse dall'uomo. Lo studio e' iniziato nel 2009, dopo che in una colonia di gorilla in Ruanda si e' verificata un'epidemia, con 12 esemplari colpiti da tosse e raffreddore. Due sono morti.
I contatti fra gorilla ed esseri umani negli anni sono progressivamente aumentati, e anche il turismo (che può aiutare a sensibilizzare il pubblico alla causa, oltre che a raccogliere finanziamenti vitali per i programmi di protezione della specie) rappresenta su questo fronte un grosso pericolo.
I veterinari negli ultimi anni hanno osservato un aumento delle patologie respiratorie in questi animali. Le malattie infettive sono la seconda causa di morte di questa specie dopo le ferite da trauma.
I contatti fra gorilla ed esseri umani negli anni sono progressivamente aumentati, e anche il turismo (che può aiutare a sensibilizzare il pubblico alla causa, oltre che a raccogliere finanziamenti vitali per i programmi di protezione della specie) rappresenta su questo fronte un grosso pericolo.
I veterinari negli ultimi anni hanno osservato un aumento delle patologie respiratorie in questi animali. Le malattie infettive sono la seconda causa di morte di questa specie dopo le ferite da trauma.
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